Del vivere viaggiando, itinerando

Del vivere viaggiando, itinerando; del vivere restando (sempre o quasi) nello stesso luogo (ossia mobilità “surmoderna” esopposizione).
Il primo modello di vita, che non prevede di mettere radici e ormai molto comune alle nuove generazioni, porta a vivere in luoghi di lavoro diversi tutta la settimana o, per i più fortunati, in un luogo solo che, però, molto spesso non è quello della propria abitazione o di quella dell’altro coniuge o dei figli se li si ha….
Scurdammoce 'o presente
Il mio amico W. mi dice che è sempre bene poter parlare dei guai passati (invece di quelli attuali). Se siamo qui a farlo nel presente, significa che siamo ancora vivi e i guai non erano poi così terribili. Ancor più comodo è poterli considerare completamente passati, ossia archiviati, chiusi in una scatola e messi da parte. Come se appartenessero ad un'altra vita, ad un'altra persona.
La g'ha na forsa de leun
Facebook, Twitter, social networks, chats, videogiuochi, iPod, iPad, nuove tecnologie...Di frequente se ne sente parlare come mezzi e luoghi d'alienazione e pericolo per i nostri gggiovani...Eppure, nonostante sia probabilmente più sana una partita di pallone giù al parco, si tratta di strumenti basati sullo scambio d'esperienze e informazioni, che spingono ad avere un ruolo attivo e quindi, pensandoci bene, non appaiono tecnologie così insane.
Big Coalition
Le elezioni inglesi sono state giovedì scorso, ma ancora non si sa chi governerà. Hanno perso tutti. Ma le istituzioni inglesi sopravviveranno anche a questo. E se succedesse in Italia?
Facciamo un gioco. Guardiamo a quello che è successo (e che sta succedendo) nel Regno Unito e proiettiamolo in Italia. Ma il finale è diverso.
You may say I'm a dreamer
Le rivoluzioni o in generale i cambiamenti trovano origine prima di tutto nel linguaggio e quindi nella visione del mondo che le parole rappresentano.
Qualche sera fa Nichi Vendola è stato ospite a "Otto e mezzo". Oltre alla Lilli Gruber, c'era un esimio giornalista del Corriere della Sera.
I sommersi e i salvati
Nel libro "I sommersi e i salvati" Primo Levi scrive che le domande più spesso rivolte ai sopravvissuti all'Olocausto erano: "Perché non vi siete ribellati?" e "Perché non siete scappati prima?". Prima che vi catturassero, prima che vi caricassero sui treni piombati, prima che vi chiudessero nei ghetti.
Levi risponde innanzitutto che non era oggettivamente facile: gli ebrei nei lager non erano esattamente atletici come Steve McQueen ne "La grande fuga", né era agevole, come oggi, prendere un aereo e volare in America.
L'Oroscopo
Dalla rivista catalana El Criteri con cui l'11 collabora.
Avviso importante: questo oroscopo contiene parole che possono risultare offensive.
Astenetevi dalla lettura se pensate che possano ferirvi.
Buone notizie da un idraulico di Buenos Aires

Per anni c'hanno sbomballato con 'sta storia del Villaggio Globale ed ora che il mondo si sta realmente trasformando in un’unica, immensa comunità, fatichiamo a comprenderne ed analizzarne le conseguenze.
Facciamo colazione anche con un toast del resto
Le generazioni più giovani in qualche modo l'hanno data per persa. Col tempo hanno abbassato le aspettative con l'illusione che almeno quel poco l'avrebbero avuto. Ma il loro Dio Minimale non è più in grado di soddisfare le loro piccole aspettative: niente Manna dal cielo, al massimo un toast (e forse neanche quello).
Nevrosi nazionale
Secondo la psicoanalisi, i tratti caratteristici dell'essere nevrotici sono principalmente due: l'incapacità di confrontarsi con le parti più recondite e rimosse della propria personalità, la cui esistenza è negata e l'attribuzione paranoica a terzi della causa del male assillante.
Il nevrotico rimuove per rimanere integro, senza però trovare la forza di comprendere e governare l'atteggiamento nevrotico. Di conseguenza la violenza e la rabbia represse, rimosse o proiettate all'esterno si cronicizzano e finiscono per riesplodere ciclicamente, travolgendo lo stesso nevrotico e le vite altruii. Vi siete riconosciuti nella descrizione?




